Girone di ritorno, serve un cambio di passo

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

1665652713063Al giro di boa del campionato, Brindisi si trova in mezzo al guado. Non lontana dai posti nobili della classifica ma più vicina a quel “pantano” della lotta per non retrocedere dove sono coinvolte almeno sei squadre e quelle che stanno a 14 punti non possono definirsi fuori, segno che questa stagione ha avuto un livellamento più verso il basso che verso il vertice. Milano, Bologna e Tortona hanno una marcia in più e lo hanno dimostrato a più riprese nel girone di andata. E’ vero, la Bertram ha perso a Brindisi e ha avuto un paio di battute di arresto interne forse inattese, ma la squadra di coach Ramondino sta confermando tutte le sue potenzialità. Non chiamatela più favola, è ormai una squadra da vertice con una solida struttura societaria e un patron dalle ampie disponibilità economiche. E con il nuovo palasport che dovrebbe essere inaugurato il prossimo ottobre, Tortona avrà ancora maggiori potenzialità di sviluppo sul territorio. Lungimiranza vorrebbe che anche a Brindisi ci fosse lo scatto definitivo per la “New Arena” ma la famosa posa della prima pietra ancora sembra essere lontana.

Sulla New Basket si è detto tutto e il contrario di tutto. Squadra dagli alti e bassi, squadra alla ricerca di una vera identità, squadra che cerca un leader. Domenica scorsa a Sassari abbiamo testimoniato una disfatta, una partita girata nel terzo quarto e mai più recuperata. Troppo brutta la New Basket vista in Sardegna. Ora, con l’inizio del girone di ritorno non si può più scherzare. Serve un cambio di passo, anche drastico, così da avere sempre quel distacco minimo dall’ultimo e penultimo posto in classifica. La novità è l'acquisto di Doron Lamb in uscita da Scafati dove non rientrava più nelle rotazioni di Caja e dove forse il suo potenziale non si è espresso completamente. Benvenuto a Brindisi, dovrà darci quel qualcosa in più che è mancato fino adesso.

L’avvio non è dei più semplici, contro la Virtus Bologna è partita difficilissima, quasi impossibile. Roster stellare, patron munifico (al pari di Armani a Milano e Gavio a Tortona), storia di scudetti e coppe dei campioni. E una Eurolega giocata da outsider senza timore e con ancora speranze di arrivare ai play off. Ecco, già scrivere tutto questo fa tremare, ma Brindisi non dovrà avere paura di nessuno.

Il girone di andata ha insegnato che si può vincere o perdere ovunque, vale per Brindisi, vale tutte le altre. Tra una settimana ancora in casa contro Reggio Emilia, poi a Venezia e ancora in casa contro Verona, prima della pausa per la Coppa Italia. Queste quattro partite diranno qualcosa in più sulla classifica della Happy Casa, in particolar modo le due partite interne contro dirette avversarie per la salvezza e da vincere ad ogni costo.

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Marino Petrelli

photo: Michele Longo

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