Brindisi, felice vincente e premiata

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

GNN_2761La stagione più bella, finita con la giornata più bella. Quella dei ringraziamenti e soprattutto dei premi. I ringraziamenti da parte dei tifosi, purtroppo non tantissimi al Pala Pentassuglia a causa del protocollo Covid-19, e della amministrazione comunale di Brindisi che ha confermato la sua vicinanza a società e squadra e ha regalato le chiavi della città a Francesco Vitucci, il condottiero. Che in giornata ha ricevuto il premio più bello, quello di miglior allenatore dell'anno in Serie A. Il giusto riconoscimento per l'allenatore, e soprattutto per l'uomo, che ha saputo dare lo slancio giusto per arrivare (quasi) fino in fondo, fermato prima dal focolaio Covid, poi da in semifinale da una Virtus Bologna, che conserva la propria imbattibilità anche nella finale scudetto dopo le due, incredibili vittorie al Forum. Chissà cosa sarebbe potuto accadere senza i disastri della pandemia nel gruppo squadra.

Certo, la Virtus di questi tempi sta volando con un Teodosic formato super star e un Pajola premiato dalla Lega Basket come miglior Under 22 (Tonut invece è risultato il miglior giocatore italiano e Mvp generale), ma arrivare primi avrebbe dato un tabellone diverso e tutto sarebbe potuto accadere. Non c'è spazio per i rimpianti, bisogna soltanto applaudire questa squadra e questa società che ora attende la posa della prima pietra della New Arena per poter lanciare definitivamente il suo progetto verso mete ancora più alte. 

Di premio in premio. Simone Giofrè si conferma miglior dirigente dell'anno, bissando il successo del 2019. Uno dei dirigenti migliori e più lungimiranti che Brindisi abbia mai avuto nella sua storia recente e passata. A lui vanno dati i grandi meriti di aver ricostruito una squadra "orfana" di Banks, Brwon, Stone, Sutton, Martin e che nessuno avrebbe immaginato potesse essere ancora più forte rispetto al passato. Ce lo ricordiamo ai primi di settembre quando, intervistato da Andrea Conte in una piacevole chiacchierata sul lungomare di Brindisi, ci aveva anticipato la squadra di quest'anno. Un gruppo nuovo, giovane, su cui scommettere, forse con qualche timore, ma alla fine i risultati hanno dato ragione, a lui e a Vitucci. 

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Da Bell, che non giocava una partita ufficiale da diversi mesi, a Perkins, pescato in Giappone e che pochissimi conoscevano. Poi D'Angelo Harrison che doveva far dimenticare Adrian Banks e lo ha fatto  a suon di canestri e di giocate, fermato poi da un infortunio e poi dal Covid, ma che rimarrà nel cuore dei tifosi anche per il suo modo istrionico di concepire la pallacanestro e per i tanti tatuaggi, circa 200 come ci aveva raccontato qualche mese fa, tra i quali aveva lasciato un posticino per uno da dedicare a brindisi. Chissà se, una volta tornato negli Stati Uniti (alla festa mancavano lui, Bostic e Perkins), deciderà di farselo per davvero. sarebbe un segno di grande riconoscenza e di vicinanza alla nostra città. Poi Visconti e Udom, giovani "di belle speranze" che hanno risposto presente e sono notevolmente cresciuti al fianco di capitan Zanelli e Gaspardo, oltre a Darius Thompson, rimasto a Brindisi per motivi tecncici e sentimentali e che ha trovato una consacrazione ancora più ampia rispetto alla passata stagione. 

Un capitolo a parte la mertita Derek Willis, arrivato da Ulm senza un curriculum particolarmente prezioso, ma diventato il collante della squadra in campo e fuori, deliziando gli spettatori, solo virtuali in questa stagione senza pubblico, con giocate meravigliose che lo hanno fatto diventare subito un beniamino, anche grazie alla sua integrazione con la città, alle sue passeggiate con il suo cagnolino e alla sua signora, Keely, conosciuta ai tempi dell'università e che ha riempito i social con foto, stories, post dedicati a Brindisi e ai brindisini. Un ragazzo di grande cultura, lui vero nativo americano. Sua madre appartiene infatti a tre tribù: Southern Arapahoe (gli Arapaho), Pawnee and Creek.

E prima di trasferirsi a Mount Washington, da bambino ha vissuto per diversi anni nella “Wind River Indian Reservation”, una riserva indiana nel Wyoming tra le più grandi del paese. Infanzia trascorsa su un grande appezzamento di terra ai margini della riserva. Secondo Reid Forgrave, giornalista e scrittore di Fox Sports, “i suoi ricordi d'infanzia preferiti provengono proprio da quella riserva anche se alla fine la famiglia tornò nella zona di Louisville, stabilendosi appunto nella cittadina del New Hampshire”.

Non sappiamo chi rimarrà tra i giocatori, e oggi nemmeno ci interessa saperlo. Oggi celebriamo la New Basket e la sua stagione. Il 7 giugno 2012 fu il giorno di gara 1 contro Pistoia nella serie che riportò Brindisi in Serie A dopo soltato un anno dalla retrocessione. Si vinse 79-47. Oggi, 7 giugno 2021, invertendo il 12 con il 21 nella data, è il giorno della festa per la squadra che ha fatto il maggior numero di punti in stagione regolare e che ha raggiunto la semifinale scudetto. Applausi e buona estate Stella del Sud! 

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Marino Petrelli

ph: credits Gianni Giannuzzi/SM

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