Solo una parola: ASSASSINI

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

unnamedASSASSINI. Prendiamo in prestito il termine usato da Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, nel definire gli autori del gravissimo assalto al pullman dei tifosi pistoiesi appena usciti dal Pala Sojourner (di cui proprio il giorno dopo ricorreva il ventesimo anniversario della sua morte) di Rieti che è costato la vita a Raffaele Marinella, il secondo autista del torpedone coinvolto. La giustizia ha fatto subito il suo corso: ci sono tre arresti per la drammatica aggressione e altri ultras denunciati. Ultras o delinquenti? La risposta per noi è ben chiara. Sono tre esponenti di un gruppo che da tempo è monitorato sia all’interno del palasport che per essere vicini ad ambienti di estrema destra. Sono accusati di omicidio volontario aggravato.

Una violenza che mette in cattiva luce lo sport e la pallacanestro alla fine di una domenica dove avremmo voluto soltanto parlare di risultati di campo e della vittoria “batticuore” della New Basket Brindisi a Milano che regala il primato alla squadra di coach Bucchi.

Invece no, è la cronaca nera a farla da padrone, come purtroppo altre volte e anche il basket comincia a scricchiolare. Prima dell’agguato di Rieti, gli scontri a Roseto tra i tifosi di casa e quelli di Pesaro, ancora prima i tafferugli tra forlivesi e riminesi. Solo per rimanere a questa stagione. Marco Belinelli, da me intervistato per Il Messaggero alcuni giorni fa, è stato molto chiaro: “Il basket è un'isola felice ma questi episodi ne minano la bellezza. Dobbiamo fare in modo di migliorare i controlli e isolare i violenti in maniera definitiva”. Ma aggiunge altrettanto fermamente: “Non è tifo ma violenza pura e come tale va combattuta. Nel 2025 queste cose non dovrebbero mai accadere. In Nba, dove ho giocato per tredici anni, non accadono e forse dovremmo prendere esempio da loro che hanno controlli costanti e ad ogni minima cosa puntano alla sicurezza".

"Facendo un paragone, anche se i fatti sono diversi, quando ci fu la famosa rissa tra i giocatori di Indiana e Detroit e i tifosi entrarono in campo, furono tutti identificati e bannati a vita dalle arene e ebbero forti ripercussioni anche penali - conclude il Beli -. Bisognerebbe fare così anche da noi”. Ecco, servono pene severe, esemplari e che siano scontate per davvero. In Italia è tutto fumoso, all’acqua di rose, negli altri paesi si agisce, velocemente e con fermezza, anche a costo di diventare impopolari. La Sebastiani Rieti pagherà cara questa follia. La risposta ora è dal campo, a cominciare dal Pala Pentassuglia. Brindisi può allungare in classifica contro Forlì. Nel nome e nel ricordo del povero autista Raffaele Marinella.

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Marino Petrelli

credits photo: Rieti Life /Ansa

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