New Arena, il bando è in GU europea

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118662875_10223618879850186_4382064762145972889_o"Sarà il più importante e moderno impianto della Puglia". Lo aveva scritto lo scorso 31 agosto Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi, sulla sua pagina Facebook pochi minuti dopo l’approvazione in giunta comunale del progetto di fattibilità, del disciplinare e dello schema di convenzione per la realizzazione della New Arena. “Con la firma di questo atto si conclude la prima parte del percorso che porterà alla costruzione del nuovo palazzetto. Oggi arriva la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea (qui il link) e sul sito internet del Comune di Brindisi, dove è specificato che "la data ultima di presentazione delle offerte è il 2 novembre 2020, che la partecipazione è aperta e che il criterio di aggiudicazione sarà quello della offerta economicamente più vantaggiosa" (leggi qui).

Sembra purtroppo invevitabile lo slittamento dell'inaugurazione a settembre 2021, come trionfalmente aveva anticipato lo scorso sette maggio lo stesso sindaco alla chiusura della votazione su un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Massimiliano Oggiano, sostenuto da altri consiglieri, sul "rinviare la discussione del progetto a tempi migliori, ovvero post Covid, e destinare le cifre spettanti al comune ad altre attività più vicine ai reali e sopravvenuti bisogni dei cittadini di Brindisi". Ordine del giorno, che lo ricordiamo, L'odg era stato bocciato con 19 voti contrari, 6 astenuti e quattro favorevoli. Fu approvata invece in quella data la delibera (18 favorevoli, 10 astenuti, un voto contrario) proposta dalla Giunta sulla variante urbanistica e gli espropri in Contrada Masseriola che impegneranno il comune di Brindisi alla cifra di 750 mila euro.

Conti alla mano, fatti il giorno della firma del protocollo di intesa tra Michele Emiliano e Riccardo Rossi, ci dovrebbe volere un anno per la realizzazione. Dunque, possiamo immaginare che dalla posa della prima pietra all'inaugurazione si arriverà in autunno inoltrato del 2021. Resta valida la promessa fatta a Supporters Magazine dal presidente federale Gianni Petrucci di portare la nazionale ad inaugurare il nuovo impianto pugliese. Ma facciamo presto, le promesse non valgono per sempre.

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E se il 31 agosto è stata una data da ricordare non solo per aver visto il Milan in Coppa Italia nel lontano 1975 (molti di noi erano ancora in fasce purtroppo o addirittura nemmeno nati) allo stadio Fanuzzi, ma anche per questo importante atto amministrativo che la città attendeva da molti anni e che noi abbiamo testimoniato sin da quando si parla di semplice restyling del Pala Pentassuglia, oggi 23 settembre il "bando è tratto" anche in Europa e entro il 2 novembre sapremo tutto.

IL PROGETTO BRINDISINO - Bar, ristoranti e negozi. Un nuovo store societario, parcheggi, aree ludiche e molto altro. Oltre ovviamente un campo da gioco tutto nuovo e con i migliori confort possibili. Con la "benedizione" della Federbasket, Viva Ticket e Confindustria Brindisi. La proposta progettuale presentata dalla New Basket, in collaborazione con la Petito Prefabbricati e la Primiceri, era stata svelata prima dell'estate 2019. Si chiamerà "New Arena", dovrebbe avere una capienza intorno ai 7 mila posti per un costo complessivo di 12-15 milioni di euro, coperto dalla Regione per il 45 per cento. Per il restante 55 per cento è prevista una copertura finanziaria per 80 per cento da parte del Credito Sportivo con mutuo a tasso agevolato, ed infine per la somma residua con intervento da parte dei privati per un importo vicono ai 2,5 milioni di euro. Il comune di Brindisi, come detto, metterà a disposizione i terreni e provvederà a tutti i passaggi politico amministrativi atti alla contrattualizzazione del soggetto aggiudicatario della realizzazione dell’opera. 

Soddisfatta Legabasket. L'ex presidente Egidio BIanchi, che avevamo avvicinato alla Supercoppa italiana a Bari lo scorso settembre, ci aveva anticipato che "la Lega sta lavorando ad un piano di grande rivvovamento per i palasport italiani. Pensando prima a rimodernare quelli già esistenti per evitare che alcuni nuovi restino chiese senza fedeli, poi a nuove arene di cui il basket italiano ha fortemente bisogno". Anche il nuovo presidente di Lega Basket, Umberto Gandini, è ovviamente favorevole ad un piano di riqualificazione degli impianti, oltre naturalmente alla realizzazione di nuove strutture. La pandemia da Coronavirus e la conseguente crisi economica ha di fatto bloccato molti progetti di nuove strutture in Italia. 

Ad esempio quello della Reyer Venezia. Per ora, nonostante ci fosse già un progetto avviato, si andrà avanti con il vecchio Taliercio a Mestre. Lo stesso impianto dove si è giocata la finale scudetto del 2019 e che ha visto gli spettatori chiedere ripetutamente acqua a volontà in gara uno e i giocatori della Dinamo Sassari mettersi il ghiaccio in testa per poter superare i colpi di calore. "Venezia merita un palasport degno di questo nome, ma al momento dobbiamo pensare a rimboccarci le maniche per la città, devastata da mesi di sofferenze, prima per l'acqua alta, ora per il crollo delle entrate senza turismo. La prossima stagione non metteremo lo scudetto sulle maglie, lo scudetto e di tutti". Così Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e patron della Reyer Venezia, che di fatto rimanda ogni decisione per un nuovo impianto in attesa di tempi migliori.

Ricordiamo bene la situazione del caldo al Taliercio per averla vissuta in prima persona diverse volte. Era il maggio 2008, Brindisi giocava la prima delle due finali promozioni per la Legadue e il sottoscritto, inviato per la radiocronaca ufficiale, dovette avere bisogno di aiuto per evitare di svenire dal gran caldo. Stessa situazione due anni fa, all'ultima di campionato quando la allora squadra allenata da coach Sacchetti si giocava un posto per i play off. Un caldo asfissiante. E così fu in gara cinque per lo scudetto contro Sassari lo scorso giugno. Nulla è cambiato.E forse nulla cambierà nell'immediato. Scelta, in ogni caso, da rispettare.

L'INTESA TRA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE - La "scintilla" a Brindisi invece l'aveva accesa Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, pochi minuti dopo la vittoria del Lecce Calcio sullo Spezia e il conseguimento della Serie A: "Daremo a Lecce un impianto adeguato e a Brindisi un palasport degno di tal nome". Poi tutto era uscito allo scoperto con le dichiarazioni di  Rossi e Pinto, sindaco e assessore allo sport del Comune di Brindisi: il nuovo impianto si farà.  L'ulteriore passaggio fu la firma del protocollo di intesa alla presenza del presidente Emiliano e del sindaco Rossi.

MILANO, IL RINNOVATO PALALIDO - In tema di nuovi impianti, avevamo plaudito qualche mese alla riapertura del Palalido a Milano, un'astronave pronta ad accogliere tutti gli sport è atterrata in piazzale Stuparich. Dopo nove anni di lavori, il Palalido, oggi denominato Allianz Cloud, è diventata una struttura moderna a forma ellittica, 5 mila posti per gli spettatori, un tetto coperto e integrato con pannelli fotovoltaici e isolanti, illuminazione con tecnologia led e modularità dell’impianto di riscaldamento. Sul maxischermo, che domina il campo, sono state proiettate immagini evocative dello sport milanese del passato e del futuro. E' stata la casa dell'Olimpia MIlano per tanti anni, ora lo è della Urania, neo promossa in Legadue e fino alla sospensione dei campionati in buona posizione anche per i play off, della pallavolo e di molti altri sport. L’impianto, modernissimo, dotato di aria condizionata (alla faccia del Taliercio...), numerosi spogliatoi, sala stampa, sala pesi e palestra, era stato inaugurato per la prima volta nel 1961, e da allora venne utilizzato come punto di riferimento dello sport nazionale e internazionale, ma anche come cornice di alcuni tra i più grandi concerti rock del passato (come le esibizioni di Rolling Stones, Rockets, The Police, Deep Purple, Europe e Zucchero). Ma anche l'esordio di Roger Federer nel tennis che conta, alcuni grandi convention politiche e sede di molte Final Four di basket (Brindisi giocò la finale di Coppa Italia nel 2007)

MILANO SORRIDE, ROMA PIANGE - Situazione esattamente opposta a Roma, dove la penuria di strutture costringerà la Stella Azzurra, appena iscritta in A2 grazie all'acquisizione del titolo dei Roseto Sharks, a giocare a Veroli e l'Eurobasket, altra squadra capitolina in seconda serie, a Cisterna di Latina. La stessa Virtus, in bilico fino all'ultimo se iscritta o meno in Serie A, gioca al Pala Eur con costi enormi e l'impossibilità di sfruttare altri campi per allenarsi durante la settimana. Paradossale la situazione del Pala Tiziano, in zona Flaminio (dove giace tra le erbacce e i topi anche lo stadio Flaminio, fino a pochi anni fa la casa del rugby nazionale). Il 30 giugno, la sindaca Virginia Raggi ha postato sul suo profilo Facebook: “Il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano torna ai cittadini. Nei giorni scorsi è stata pubblicata la gara per la riqualificazione dell’impianto nel quartiere Flaminio, a nord di Roma. "Abbiamo destinato oltre 2,5 milioni per il completo recupero di una struttura importante non solo per chi ama lo sport ma anche per il suo valore culturale e architettonico. Il progetto prevede un restyling completo con la riqualificazione dell’area, il rifacimento degli ambienti interni e dei campi da gioco e il ripristino dei due montascale per le persone con disabilità. Un intervento atteso da tempo, reso possibile grazie al lavoro degli uffici e dell'assessorato allo Sport", ha detto l'assessore capitolino Daniele Frongia. Ma anche qui tutto è sparito dai radar della Giunta Raggi. 

La situazione attuale è descritta in questa foto qui sotto pubblicata due giorni fa su Basket Universo, sito di notizie laziali che poche settimane fa aveva fatto anche un video dell'esterno della storica struttura romana, progettata dall'architetto Nervi (lo stesso del Pala Eur e della meravigliosa sala delle udienze in Vaticano) per le Olimpiadi del 1960, chiusa nel 2018 dopo aver accolto anche una finale scudetto della Virtus Roma nel 2013. Un impianto che scoppiava di entusiasmo e che oggi è nel degrato più assoluto.

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PESARO, BOLOGNA E GLI ALTRI PROGETTI - Il primo a rifarsi il look era stata la Vitifrigo Arena di Pesaro, anche in previsione di ospitare della Final Eight di Coppa Italia dello scorso febbraio 2020. Sono state sostituite 8.500 sedute sulle 10.300 totali. Le sedute sono rimaste azzurre ma sono cambiati i materiali, più resistenti e con una classe ignifuga a norma. Il nuovo "cubo" in stile Nba è stato inaugurato la settimana prima della Coppa Italia quando la Vuelle ha ospitato la New Basket Brindisi. 71754eef56adae6887728d9b6e1b7eb2

In ogni caso, servono miglioramenti quanto prima in diversi impianti italiani, perchè la situazione è lontana dagli standard di sicurezza e di comfort. Al momento Milano, Virtus Bologna (che sta pensando ad un nuovo impianto tutto suo e che per bocca dell'amministrazione delegato, Luca Baraldi, prosegue a valutare l'idea della struttura in Fiera dopo la felice esperienza delle cinqiue partite giocate a fine 2019), Pesaro, Varese, Trieste più Treviso, Fortitudo Bologna e Virtus Roma, neo promosse in Serie A, sarebbero a norma se venisse riproposta la regola dei 5 mila posti. Con Brescia, spostatasi al Pala Leonessa, il numero di società con impianti adeguati è salito. Reggio Emilia ha ampliato il Pala Bigi a 4700 posti, anche se restano delle criticità, Trento lo farà entro pochi mesi. Cantù, che intanto gioca a Desio in un impianto da oltre 6500 posti, ha bisogno di un "nuovo" Pianella.

Un gruppo di undici imprenditori locali aveva deciso di avviare un progetto per la realizzazione di un impianto adeguato, poi la situazione si è un pò arenata anche a seguito del Coronavirus. Il Pala Serradimigni di Sassari sfiora i 5 mila, potrebbe salire a 7 mila, anche se si è scoperto lo scorso agosto che i fondi stanziati sono inferiori alle attese (leggi qui l'articolo de La Nuova Sardegna

SPAGNA E GERMANIA, ALTRO MONDO - Discorso diverso all'estero: con meno di 5 mila posti neanche ti fanno partire. La Spagna, per esempio, rispetto a noi ha arene da 10 mila posti (e oltre) a Madrid, Malaga, Gran Canaria e Vitoria dove si è disputata la Final Four di Eurolega lo scorso maggio. Valencia ha appena ospitato in sede unica il finale di stagione in Liga Endesa, vinta dal Baskonia con grande protagonosta Achille Polonara. Si è giocato in un impianto da oltre otto mila posti (ovviamente senza pubblico per le restrizioni sul distanziamento fisico), e palestre di allenamento di primissimo ordine. In programma un nuovo impianto, da quasi 15 mila, posti, che entro l'estate del 2023 affiancherà l'attuale palasport. Sarà una cittadella dello sport tra le più belle al mondo. Tempi di realizzazione certi e cifre finanziate altrettanto garantite.

Sembra invece subire una battuta di arresto la risturtturazione a Barcellona che gioca in deroga da alcuni anni l'Eurolega nel suo impianto, il Palau Blaugrana, di "appena" 7855 posti a sedere. La massima competizione europea ne chede almeno 10 mila. C'è un progetto di arrivare a 12 mila posti, oppure recuperare il Palau Sant Jordi da 17 mila spettatori. Bertomeu, il ceo di Eurolega, scalpita. Per ora, l'arena di Barcellona resta "la più brutta tra le partecipanti" a detta dello stesso. 

Anche gli impianti della seconda serie spagnola, la nostra Legadue, sono tutti sopra i 5 mila. In Germania, gli ultimi dieci anni hanno visto un balzo in avanti nella creazione di nuove strutture. Ci ricordiamo di Ulm, dove la New Basket Brindisi vinse una partita mozzafiato all'ultimo secondo in Eurochallenge, struttura da oltre 6500 posti dove è un piacere guardare una partita e vivere le pause tra ristoranti, negozi e intrattenimento organizzato dalla società. oppure la Mercedes Arena di Berlino, ma anche Bamberg o Monaco di Baviera. 

BRINDISI, IL MOMENTO E' ARRIVATO - Tornando ai fatti di casa nostra, che da sempre sono motivo di interesse per Supporters Magazine che all'argomento ha da sempre dedicato copertine, interviste e reportage, si discuteva ormai da tempo della costruzione di un impianto polifunzionale, confortevole e in regola con le norme di sicurezza. E' una tasto dolente che forse, come detto sembra aver trovato una soluzione (nella foto il rendering del progetto di ristrutturazione, poi bocciato, ndr). "Abbiamo lavorato con la Regione ed il presidente Michele Emiliano, che ringrazio, per dotare la città di questo importante impianto - disse il sindaco Rossi il giorno della firma del protoccolo di intesa-. Lo strumento costruito per il progetto prevede l'intervento dell'agenzia regionale Puglia Sviluppo e del credito sportivo che metteranno a disposizione della società che vorrà realizzarlo circa il 90% delle risorse necessarie; la metà a fondo perduto il resto con un mutuo. L'amministrazione comunale metterà a disposizione il terreno e realizzerà le necessarie opere di urbanizzazione. Andiamo avanti con l'obiettivo di aprire il nuovo palazzetto per la stagione 2020-21 (anche se poi i tempi sono onestamente slittati)".

Il caro, vecchio, amato Pala Pentassuglia è piccolo e stretto, si lavora con grandi difficoltà con postazioni stampa disagiate, posti in abbonamento venduti dietro ai pilastri e la sicurezza spesso al limite. Ora, con la Champions League giocata contro squadre europee di grande caratura e con la squadra avviata ad avere altri anni da protagonista in Italia, il futuro sembra tracciato. Serviva un miglioramento, un futuro nuovo, ora forse lo hanno capito tutti. E la New Arena può essere un bene per tutti.

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Marino Petrelli

ph: Oreste Pinto e Basket Universo

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